Nell’ambito dell’indagine internazionale Children’s word - wave 5 sono state raccolte le opinioni di 4.750 minori tra i 7 e i 14 anni su: famiglia, relazioni sociali, solitudine, bullismo, cyberbullismo e rischi digitali.
L’indagine biennale (di cui Inapp è responsabile per l’Italia) offre un’infrastruttura di ascolto comparabile nel tempo che raccoglie dati disaggregati per genere, età e territorio (in 15 regioni italiane) in modo da seguire l’evoluzione delle condizioni e delle percezioni di bambine, bambini e adolescenti del nostro Paese. Analizziamo le principali evidenze empiriche emerse nelle dimensioni: bullismo e cyberbullismo; rischi digitali.
Bullismo e cyberbullismo
Sul versante della violenza diretta o indiretta il quadro è nettamente diviso per genere: i ragazzi risultano esposti a violenza fisica circa tre volte più delle ragazze in tutte le fasce d'età, mentre l'esposizione al cyberbullismo evolve in modo diverso con l'età, di pari passo con la rapida diffusione dei social network.
Essere presi in giro sui social
In 5ª elementare sono i maschi a riportare più frequentemente questa esperienza (18% contro 13,9% delle femmine). Il divario si riduce e si inverte in 2ª media: la quota delle femmine sale lievemente (14,3%) mentre quella dei maschi diminuisce (12,1%).
Essere esclusi, o ignorati sui social
Questa forma di vittimizzazione ha il divario di genere più ampio e più stabile: le femmine riportano tassi nettamente più alti sia in 5ª elementare (22,3% contro 15,6%), sia in 2ª media (20,7% contro 14,3%). Il fenomeno cala leggermente per entrambi i generi con l'età, ma il gap femminile resta pressoché invariato.
Pubblicazione di commenti, immagini o video offensivi
In 5ª elementare sono i maschi a dichiarare più spesso di aver subito questo tipo di episodio (10,4% contro il 7,1% delle femmine). In 2ª media, invece, le differenze di genere scompaiono, con valori identici per ragazze e ragazzi (8,1%).
Oltre al cyberbullismo, il Piano fa riferimento a nuovi fenomeni come il sexting (invio di messaggi, foto, video o messaggi vocali a contenuto sessualmente esplicito tramite smartphone, chat o internet), il morphing (manipolazione dell’immagine dei minori), il doxing (diffusione pubblica online di informazioni personali e sensibili di un minorenne) e lo sharenting (pubblicazione di foto/video dei figli sulle piattaforme social da parte dei genitori).
Accesso alle tecnologie: frequenza d'uso, problematiche associate a un uso eccessivo
- La dotazione domestica di base è pressoché universale a tutte le età (wifi/internet a casa: 95,8% in 5ª elementare, 97,7% in 1ª media, 96,1% in 2ª media; computer/tablet condiviso in famiglia: dall'89,9% al 94,6%).
- Per quanto riguarda la disponibilità di un dispositivo personale, la quota di chi possiede un proprio cellulare passa dal 52,7% in 5ª elementare all'87% in 1ª media, fino al 90,7% in 2ª media.
- All'aumento dell'accesso personale corrisponde un aumento della frequenza d'uso: l'iscrizione ai social cresce dal 31,5% in 5ª elementare al 74,8% in 2ª media, e nello stesso periodo l'utilizzo quotidiano dei social media passa dal 20,4% al 55,3%, senza differenze di genere rilevanti.
I dati presentati dal policy brief convergono su un’indicazione di fondo: il passaggio dalla primaria alla secondaria di primo grado è il momento in cui il benessere percepito si indebolisce, soprattutto in termini relazionali, con il crescente utilizzo dei social come modalità di interazione tra pari e i connessi rischi digitali.
Si registra un aumento della quota di ragazze e ragazzi che segnalano “voti peggiorati” e “conflitti in famiglia/con amici” in tutte le aree geografiche, nel passaggio dalla 5ª elementare alla 2ª media.
A livello UE, la riflessione sull’opportunità di prevedere restrizioni all’accesso ai social in base all’età, ha portato alla recente adozione dell’EU KIDS ACT con l’obiettivo di garantire la sicurezza online degli under 13.
Fonte: INAPP (ISSN 2533-3003)