Data center: aumenta il controllo statale in Russia

Il recente decreto di Vladimir Putin consente alle autorità di utilizzare, con un preavviso di 24 ore, il 10% della capacità dei data center privati.

5 novembre 2026

Il recente decreto di Vladimir Putin consente alle autorità di utilizzare, con un preavviso di 24 ore, il 10% della capacità dei data center privati.

I data center russi sono vulnerabili perché la Russia impone alle aziende di conservare tutti i dati su server all'interno del Paese, rendendo le strutture più esposte e facili da colpire. Inoltre, il territorio russo è immenso e garantire la difesa aerea è impresa ardua.

Tra il 7 e l’11 ottobre, tre data center gestiti dal colosso IT Yandex (il Google russo) sono stati colpiti da attacchi di droni ucraini (regioni di Ryazan, Kaluga e Vladimir). Il 14 ottobre è stato colpito un data center di Sber (regione di Saratov) e il 18 ottobre una struttura di VKontakte (regione di Leningrado). Yandex, Sber e VKontakte gestiscono gran parte dell'infrastruttura internet: sistemi di pagamento digitale, navigazione web, archiviazione cloud, mappe, servizi di messaggistica…

Il nuovo decreto

La risposta di Putin non si è fatta attendere. Il 2 novembre ha firmato un decreto che stabilisce che i proprietari di data center privati ​​situati nel territorio della Federazione Russa sono obbligati a istituire una zona di riserva pari al 10% della loro superficie e capacità totali per garantire la continuità operativa dell'infrastruttura IT nazionale in caso di crisi o attacchi informatici.

La stampa russa ha recentemente riportato notizie sulla costruzione di nuovi data center sotterranei e di centri dati mimetizzati, dotati di sistemi antidrone.

La guerra con l’Ucraina offre il pretesto al Cremlino per stringere ulteriormente il controllo sulle reti informative nazionali e per accelerare il percorso verso la sovranità digitale.

I data center in Russia non sono più solo delle risorse di interesse strategico da proteggere, in caso di necessità e a fronte di un corrispettivo stabilito, possono entrare direttamente nella disponibilità dello Stato nel giro di 24 ore.

La vera sovranità digitale

Questi avvenimenti dimostrano che la potenza tecnologica di un Paese non si esprime solo in termini di capacità installata, ma anche nella capacità di mantenerla disponibile durante una crisi.

Solo disponendo di alternative realmente utilizzabili ci si può definire padroni del proprio destino tecnologico (ad esempio, la vera ridondanza non può essere garantita da due cloud che dipendono dallo stesso sistema di identità).

Come ben evidenzia l’articolo del Sole 24 Ore Il controllo delle infrastrutture conta quanto il possesso: non solo nel mondo cyber: “La competizione non riguarda più soltanto chi dispone delle capacità maggiori, ma chi può decidere quando quelle degli altri diventeranno disponibili, quando smetteranno di esserlo e quanto tempo occorrerà per recuperarle. La superiorità, allora, non si misura soltanto da ciò che siamo in grado di fare, ma da ciò che possiamo continuare a fare quando qualcuno cerca di impedirlo”.

I ritardi dell’Europa

I data center sono la manifestazione fisica più visibile della transizione verso l'IA. Secondo un recente studio del Centro per la politica europea (cep), l'Europa detiene meno del 5% della potenza di calcolo globale per l'intelligenza artificiale, mentre gli Stati Uniti ne detengono circa il 75%. Il divario tra domanda e capacità disponibile dei data center in Europa potrebbe aumentare da 3 a 14 gigawatt entro il 2030.

Per costruire un data center in Germania sono necessari, in media circa 42 mesi, rispetto ai circa 24 mesi negli Stati Uniti. Gli operatori cinesi sono riusciti a completare impianti da 100 megawatt in meno di 12 mesi.

Per garantire la sovranità tecnologica europea il cep raccomanda di dare priorità agli allacciamenti alla rete elettrica in base alla capacità e all'uso previsto e suggerisce una divisione del lavoro sinergica tra i paesi partner. Date le condizioni energetiche e climatiche, i paesi nordici potrebbero diventare luoghi privilegiati per l'addestramento di modelli di intelligenza artificiale su larga scala. La Germania dovrebbe espandere la propria capacità di calcolo per le applicazioni di intelligenza artificiale in ambito industriale, soprattutto dove la latenza è un fattore critico.

L'installazione di data center non conferirà all'Europa il controllo sui modelli in essi contenuti. L'obiettivo strategico è quello di disporre di capacità interne e potenza di calcolo sufficienti a garantire la continuità dei servizi pubblici e industriali essenziali in caso di potenziale interruzione di corrente.

 

Data center: aumenta il controllo statale in Russia

La superiorità tecnologica si misura anche in funzione di ciò che possiamo continuare a fare quando qualcuno cerca di impedircelo.

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