Il Safer Internet Day è un evento internazionale dedicato alla sicurezza online dei più giovani e all'alfabetizzazione informatica.
L'iniziativa della Commissione europea - che ricorre il secondo giorno della seconda settimana del mese di febbraio - è cresciuta nel tempo arrivando a coinvolgere 190 paesi e raggiungendo milioni di persone.
Safer Internet Day mira a fornire informazioni e consigli utili per proteggere online e responsabilizzare i bambini e gli adolescenti.
Le campagne di comunicazione aiutano i più giovani che giocano online a riconoscere le pratiche di marketing manipolativo, o affrontano temi come il cyberbullismo, la protezione dei dati personali, la pornografia online…
Nel 2024, la Commissione ha pubblicato una versione a misura di minore della “Dichiarazione sui diritti e i principi digitali” e nel 2023 ha reso disponibile la strategia "Internet migliore per i bambini”.
Nel sito Better Internet for Kids gli ambasciatori BIK parlano delle loro priorità online, dell'importanza delle competenze digitali e della loro visione del futuro.
Ricerca dell’Osservatorio Scientifico sull’Educazione Digitale
Per l’edizione 2026 del Safer Internet Day, l’Osservatorio Scientifico sull’Educazione Digitale ha condotto presso i giovani una ricerca che evidenzia:
- Più di un terzo dei ragazzi trascorre oltre 5 ore al giorno on-line (telefono, computer, tablet).
- Solo il 22% si dichiara non dipendente dai dispositivi digitali. Il 42% si sente dipendente in modo moderato; il 33% in modo leggero; il 2,4% in modo grave.
- Alla domanda “Preferisci comunicare con le persone attraverso i social media, o di persona?” il 32% risponde tramite i social; il 30% di persona; il 29% tramite entrambi i mezzi; l’8% non è interessato a comunicare con gli altri.
- In caso di dubbi, i giovani intervistati cercano le risposte prevalentemente tramite internet (91%); rivolgendosi ai genitori (61%), agli amici (52%), o all’IA (46%). Solo il 6% consulta gli insegnanti e lo 0% prende in considerazione i libri.
- Per quanto riguarda controlli o regole sull’utilizzo dei social, il 63% degli intervistati dichiara di non aver controlli.
Le regole maggiormente proposte dalle famiglie italiane per l'utilizzo di Internet sono: Limiti di tempo e Orari (72%); Restrizioni su quali social media e applicazioni utilizzare (48%); Supervisione dei genitori con app di Parental Control e monitoraggio regolare dei dispositivi e delle chat (44%).
Le piattaforme social più utilizzate sono: WhatsApp (92%); YouTube (80%); Instagram (74%); TikTok (73%).
Tutela dei giovani in Europa
In Francia, il disegno di legge che vieta l'accesso ai social network ai minori di 15 anni (per tutelare la loro salute) è stato votato a larga maggioranza dall'Assemblea nazionale di Parigi (130 voti a favore, 21 i contrari). Il presidente Macron ha sostenuto l’iniziativa e ha commentato: “Il cervello dei nostri bambini non è in vendita". Se supererà anche il voto del Senato, il provvedimento verrà definitivamente adottato e la Francia diventerà la prima nazione europea a imporre un limite di età per l'utilizzo dei social.
In Spagna, il governo ha annunciato l'intenzione di vietare l'uso delle piattaforme digitali ai minori di 16 anni. Pedro Sanchez, al World Government Summit di Dubai, ha denunciato che "Le reti sociali si sono trasformate in uno Stato fallito, in cui le leggi vengono ignorate e i reati tollerati. Proteggeremo i nostri ragazzi dal Far West digitale".
Gli altri Paesi membri che sono propensi a una stretta sull’accesso ai social media sono: Danimarca, Grecia, Austria e Portogallo.
La Commissione europea ha ricordato che l’eventualità di imporre un’età digitale a livello UE resta una competenza esclusiva nazionale.
Il portavoce della Commissione europea per il digitale, Thomas Regnier, ha spiegato che Bruxelles sta testando un’applicazione per la verifica dell’età “con criteri di accesso ai social network automaticamente definiti perché saranno stati personalizzati nei 27 Paesi membri. Le piattaforme non saranno obbligate a usarlo, ma se decidono di non farlo, saranno obbligate a provare che la loro alternativa è almeno efficace quanto la nostra”.