La tutela dei minori nell’utilizzo quotidiano dei dispositivi digitali è un tema di forte attualità.
L'elenco degli strumenti tramite i quali un bambino può accedere a contenuti online è vasto e in continua crescita: smartphone, tablet, smart TV, computer, dispositivi IoT e assistenti intelligenti.
Ogni dispositivo è una porta d’ingresso a Internet, ma non tutti sanno che nella rete si nascondono insidie e persone potenzialmente pericolose.
Vietare la tecnologia, non funziona!
Proibire ai minori l’uso dei dispositivi digitali non è la soluzione. Viviamo in un mondo completamente digitalizzato: bloccare l’accesso significherebbe creare nel tempo un divario di competenze che potrebbe penalizzare i bambini nel loro percorso formativo e sociale.
L'unica risposta realmente efficace è l’educazione digitale che dovrebbe:
- spiegare come funzionano i sistemi
- insegnare a riconoscere situazioni potenzialmente rischiose
- permettere ai più giovani di utilizzare la tecnologia in modo sano, guidato e protetto.
Anche i più piccoli devono sapere che dietro a una chat, un gioco, o un’app si possono celare identità false, tentativi di contatto indesiderati, truffe, o manipolazioni.
Roblox, solo per citare un sistema molto diffuso, appare come un gioco innocuo e creativo. In realtà, al suo interno è presente una chat pubblica e privata non moderata né realmente controllata. Un bambino può, quindi, trovarsi in conversazione con chiunque, senza filtri, potenzialmente esposto a comportamenti scorretti, tentativi di adescamento, o linguaggi non adeguati.
Ma esistono altre piattaforme, app, giochi, servizi di messaggistica e community virtuali in cui i rischi sono più elevati. È impensabile monitorare tutto manualmente: servono strumenti strutturati e tecnologie affidabili.
Piattaforme “social + gaming”
Non sono solo giochi, ma ibridi social / gaming molto attrattivi per preadolescenti.
Discord
Usato come chat vocale/testuale per gaming, di fatto è un social completo con: chat di gruppo e server pubblici con sconosciuti; inviti a server esterni con contenuti non filtrati; possibilità di contatto privato (DM), anche da adulti, condivisione di link e file (rischio malware, contenuti inappropriati).
Fortnite / Giochi battle royale con chat vocale
Giochi “sparatutto cartoon” che molti genitori reputano innocui - in quanto animati da "pupazzetti” - in realtà, tramite la chat vocale con sconosciuti, espongono il bambino a linguaggi aggressivi, insulti, pressione competitiva, con rischio dipendenza comportamentale. Sono inoltre presenti microtransazioni (skin, battle pass) molto spinte, spesso non percepite come spesa reale dal minore.
Brawl Stars
Brawl Stars non è allo stesso livello di rischio sociale di Roblox, Discord o Fortnite, perché non ha un mondo virtuale aperto, non ha chat vocale, ha dinamiche di gioco relativamente brevi e compartimentalizzate Ma questo non significa che sia “sicuro” dato che presenta le seguenti criticità:
- la chat del club permette messaggi diretti tra giocatori
- non c’è una moderazione constante in tempo reale
- i club possono essere creati anche da minorenni senza supervisione
- è facile ricevere inviti da sconosciuti, o accedere a club non filtrati.
Principali rischi
- Linguaggio volgare, cyber bullismo, pressioni sociali
- Richieste di contatto su altre piattaforme (“aggiungimi su Discord / Instagram / WhatsApp”)
- Grooming indiretto (il predatore usa il gioco solo come punto di contatto iniziale).
- Monetizzazione aggressiva (acquisti di gemme, pass stagionali, Skin e contenuti cosmetici)
- La spinta all’acquisto crea dinamiche di pressione competitiva che inquinano la serenità del gioco (“Chi non ha la skin X è scarso”)
- Dinamiche di dipendenza (grinding compulsivo) e frustrazione (partite brevi per incentivare “una partita in più”).
Controlli, filtri e buone pratiche
Sono 4 i pilastri essenziali della tutela digitale dei minori.
1. Filtrare i contenuti
Implementare sistemi che blocchino l’accesso a siti inappropriati, chat non controllate, piattaforme potenzialmente pericolose o contenuti sensibili.
2. Limitare tempi e orari di utilizzo
Non si tratta solo di “quanto navigare”, ma anche di "quando". Ad esempio, blocchi automatici nelle ore notturne riducono drasticamente i rischi.
3. Monitorare e guidare
Affiancare i bambini nell’uso dei dispositivi, soprattutto se connessi a Internet, spiegare, osservare, intervenire quando necessario.
4. Educare alla consapevolezza digitale
Per difendere bambini e famiglie è necessario formare i più giovani e adottare soluzioni tecnologiche affidabili.
Come Managed Service Provider, supportiamo quotidianamente scuole e aziende nell’adozione di buone pratiche e strumenti di sicurezza informatica e ci preoccupiamo che anche i bambini possano vivere la digitalizzazione in modo protetto, sicuro e formativo.
Soluzione: FlashStart
Consigliamo di utilizzare FlashStart, filtro DNS avanzato in grado di:
- bloccare siti pornografici, violenti, illegali o pericolosi
- impedire l’accesso a piattaforme di chat non monitorate
- proteggere dai malware e dal phishing
- filtrare categorie di contenuti in base all’età
- creare profili personalizzati per dispositivi, orari e utenti.
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